domenica 8 giugno 2014

Fratelli Marx: la comica finale

 Anarchia sentimentale
di Matteo Tassinari
Preceduti da   un'unanimità dilagante d'entusiasmo che ne avevano fatto quasi una leggenda, arrivarono dunque anche da noi in Italia, con un saggio dei più decisivi, questi famosi comici americani che impazzire il mondo facevano. La loro grazia spregiudicata, la poesia spontaneamente generosa, implacabile e violenta ha sortito intanto un primo effetto, la loro timida anarchia dei sentimenti vivacemente contagiosa nel periodo in cui scoprimmo il Jazz. Alla favola mascherata, alla favola accattata e faticosamente combinata per tener su in un modo qualunque i necessari duemilacinquecento o tremila metri di film, essi sostituiscono con allegra disinvoltura una parodia di racconto, qualche cosa che, non avendo capo né coda, si difende dichiarando che, un capo e una coda, finge di averli solo per burla e comoda vidimazione.













La Comica       Finale
Si chiamano Groucho, Harpo, Chico, Zeppo e Gummo, e di cognome, fanno Marx, meglio conosciuto nell’infinito mondo della comica finale, quella dove si ride e si piange, come i Fratelli Marx e anche nei primi film di Fellini. Il loro merito principale, è quello di avere introdotto un nuovo elemento nel cinema comico: la rivoluzione. Una forza rivoluzionaria infantile, bambina, senza spargimenti di sangue o promesse di sorta. La realizzazione del desiderio di spodestamento degli adulti da parte dei più piccoli.
Bambini,   padroni
del    mondo

I fratelli Marx ci hanno mostrato cosa accadrebbe se il mondo venisse conquistato dai bambini. Il risultato è un universo in preda al caos, ma un caso piuttosto divertente. Groucho Marx è, l’incarnazione stessa del comico. La sua maschera, occhiali, nasone e baffi neri, è diventata l’icona della festa, del carnevale, del travestimento. Come quando i bambini giocano loro recitavano, lasciando un segno indelebile nel comici postumi, tutti compresi. Una comicità troppo frettolosa rispetto al tempo in cui è esplosa, un modo d'intraprendere la risata troppo avanti per essere compresi, se non da chi come loro erano folli, cioè pochi. Nonostante questo, il successo arrivò eccome! Bruciante come le battute sconosciute fino ad allora nello stile, tipo: "Laggiù è seduto un uomo dalla mente aperta. Si sente lo spiffero fin da qui".
Il misterioso Harpo
Il muto Harpo ha radici più lontane e misteriose. Harpocrates è infatti il dio del silenzio rappresentato come un bambino con il dito sulla bocca e i bocoli come un angelo azzurro. I loro film fanno parte ormai della storia del cinema. Titoli come “I fratelli Marx al College”, “La guerra lampo dei fratelli Marx” e “Una notte all’Opera”, sono classici che una videoteca degna di questo nome non può non contemplare. Del resto senza il cinema dei fratelli Marx i film di Federico Fellini, di Woody Allen o di Terry Gilliam non sarebbero stati gli stessi. Ad esempio, ma quanto c' in Paura e delirio a Las Vegas di Gilliam dei fratelli Marx? Per me tantissimo, anche se i due generi sono distanti anni luce.  

Opere
gratuite e
demenziali

Nell’Italia fascista,
da principio i fratelli Marx non non erano ben tollerati. Non hanno molta fortuna nel nostro Paese la parodia dell’immigrato italiano di Chico, nota in USA come l’imitazione meno credibile, mai fatta e perciò innocua e divertente, generalmente i loro film venivano salutate come opere gratuite e demenziali, pensate un pòLa guerra lampo è censurata perché è considerata dalla Propaganda fascista di sovversione ideologica e viene considerata satira contro il potere. Ma grazie a Dio, i film successivi vengono proiettati, come dimostrano le recensioni d’epoca e la visita di Harpo alla Scala di Milano.
Harpo

Il '68 di Harpo
Benché i film minori siano stati doppiati quasi subito, le pellicole dal ‘29 al ’31, lo saranno solo negli anni Novanta. Anche nel resto del mondo il problema è lo stesso, persino in Inghilterra faticano a comprendere alcuni scioglilingua tipicamente americani e scriverei grouchiani, per essere ancor più preciso. La riscoperta avviene però con il Sessantotto, quando i tre sono considerati maestri nella recitazione della commedia buffa.















Groucho è Dylan Dog
Vent’anni dopo il rilancio dei Marx negli anni Sessanta. Un altro fenomeno aiuta a divulgare il credo marxiano in Italia: Dylan Dog. Grazie a Tiziano Sclavi, infatti, Groucho è popolarissimo tra giovani e giovanissimi italiani. È un merito che gli va riconosciuto. Fino ad oggi non esiste una biografia sui fratelli Marx nella nostra lingua, e questa è una grande colpa che ognuno di noi ha, seppur infinitesimale, ma ce l'ha.

La responsabilità di chiamarsi Groucho
  Dovevamo
pensarci prima. Una monografia sì invece, c'è. Un breve saggio sul loro cinema a firma Andrea Martini, stupendo per i cinefili tecnici. In Rete si trovano molte informazioni, ma quelle in lingua italiana sono perlopiù sbagliate. Alcuni libri di Groucho, poi, sono a oggi fuori catalogo e perciò irreperibili. Dedicando uno sguardo ai volumi in lingua inglese invece si scoprono tante cose. Un universo di cose. Per esempio la splendida autobiografia di Harpo, da noi mai tradotta.
E ancora "Many Happy Returns"! Decine di aneddoti divertenti, libri essenziali scritti da parenti, amici o critici. Le svariate apparizioni in Tv, le innumerevoli puntate del programma televisivo di Groucho, qui pressoché ignoto.
Vicende

agghiaccianti
di Erin Fleming, attrice canadese meglio conosciuta come il "compagno" o la "segretaria" di Groucho Marx durante gli ultimi anni. Apparsa in ruoli minori in sei film tra il 1965 e il 1976, durante i quali ha conobbe Marx e si trasferì nella sua casa. Ebbe una parte anche nel film "Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso (ma non avete mai osato chiedere)" di Woody Allen.
           Vita a zonzo 
La salute mentale di Erin malferma. Siamo nel 1990. Viene arrestata una volta a Los Angeles carica di armi e ha trascorso gran parte del decennio dentro e fuori delle varie strutture psichiatriche. S'era indebitata e nei suoi ultimi anni condusse una vita a zonzo per le strade di Hollywood e Beverly Hills, ma da clochard, non più come diva, fino a quando disse addio a tutti, ma nessuno l'ascoltò. Erin Fleming si suicidò nel 2003 sparandosi un colpo alla testa, ed è oggi sepolta nel cimitero di Ontario in Canada. Per questioni troppo complicate e che non riesco a spiegare in un post, dovette pagare a Groucho ben 427 mila dollari per molestie nella sua tenuta e altre complicazioni di ogni tipo. Forse l'unico tratto poco fanciullesco e surreale della vita di Groucho, il trascinatore dei Fratelli Marx.
Lo scheletro nell'armadio
dell'uomo dai baffi grossi dipinti di nero sotto al naso. E ancora, gli script ritrovati, le recensioni, i libri di foto rare che farebbero impazzire di gioia qualsiasi vero fan dei Marx Brothers. Nel resto del mondo, America ma anche Spagna, Francia, Germania e Inghilterra, è stato tutto tradotto e tutto è reperibile. Qui in Italia il silenzio assoluto. Penosi, come sempre. Internet si è rivelato di estrema importanza anche per scrivere quanto state leggendo, lavorando parecchio di Translate laddove quello che leggevo non era inglese, ma un'accozzaglia di suoni che somigliavano all'inglese. Consiglio caldamente di visitare il sito www.marx-brothers.org quale autentica enciclopedia in lingua inglese dell’universo Marx, con informazioni e testimonianze in forma gratuita e squisitamente divulgativa. L’astro dei Marx dopo tanti anni continuava a brillare.

        Groucho e i suoi
fratelli
“A quale versione della tua vita dovrei credere, la prima o l’ultima? Ad entrambe, io sono un bugiardo”. Ecco, i fratelli Marx erano questa gag. Colpivano il plesso solare con la loro comicità infantile, grottesca, bizzarra, buffa e deforme rispetto al contesto in cui si trovano. C’è chi vede in loro l’incapacità di adattarsi al gruppo dei grandi, alla maggioranza borghese, chi vuole offendere le regole che la società le impone dall'alto senza considerazioni di sorta, da qui nasce l'anticonformismo dei Fratelli Marx e le loro difformi esigenze paradossali, provocatorie, agitatorie, fomentatrici, istigatori e tutte condivisibilissime. Per precisare proprio per tutti, preciso che il fatto che si chiamassero Marx non fa di loro dei devoti al filosofo, economista, storico, sociologo tedesco. Con la politica non hanno nulla a che vedere, ne col Marxismo, lo scrivo perché mi capitò che un conoscente fece confusione, parecchia, scambiando i due soggetti diversi. 

Marx Brothers, "Travalanche"
“Mi sono sposato davanti a un giudice. Avrei dovuto chiedere una giuria”, oppure “Citatemi dicendo che sono stato citato male” o pure “Anche se è generalmente noto, penso che sia ora di annunciare che sono nato ad un’età molto precoce”.
Che avessero una marcia in più rispetto ai loro tempi ed ai loro diciamo colleghi, l’avevano capito tutti i Broad Cast Movie dell’Hollywood anni ’30, ’40 e ’50. Del resto: “Come ci si può divertire in una festa in cui le birre sono calde e le donne sono fredde?”. Come aprivano bocca non solo si rideva alla maniera migliore di Stan and Laurel quasi muti, ma non si potevano neppure contraddire. Come: “Laggiù è seduto un uomo dalla mente aperta. Si sente lo spiffero fin da qui”. Erano un fiume in piena che inondava Broadway e poi tutti i teatri del mondo, dove ricopiavano i fratelli Marx alla meglio. "Certi miei conoscenti persero milioni. Io fui più fortunato: persi solo". Ed erano solo gli anni '30 e già si viaggiava a mille!

Timidi passi sui palchi del Vaudeville 
Un giorno del 1907, la vita della famiglia Marx prende una piega che si rivelerà decisiva. Sfogliando il “The New York World”, Groucho legge un annuncio interessante: “si cercano attori”. La prima mossa è quella di parlare con i genitori, dire loro che intende lasciare la scuola e intraprendere la carriera d’attore. Minnie (la madre) non aspetta altro e, con aria di sufficienza, concede a Groucho di tentare. In realtà non è la prima volta che il figlio si esibisce davanti a un pubblico. Stavolta però si parla di attori veri, di una compagnia e di una tournée. Il ragazzo non sta nella pelle.
Trasposizione fra Groucho e Woody Allen
Purtroppo  la balbuzie
del giovane Marx rovina tutto lo spettacolo che va a monte. Il loro debutto è anche un addio alle scene. Intanto Groucho risponde all’annuncio teatrale e si presenta all’orario indicato. Arrivato dinanzi ad una porta, l'anteprima di quel mondo gli appare immediatamente: un tale in kimono, truccato con tanto di rossetto, la voce effeminata che gli dice di salire al piano di sopra e aspettare. È fatta, se lo sente! Non fosse altro che al piano superiore quaranta ragazzi disperati come lui aspettano da chissà quanto, nella speranza di essere scritturati. Ma Groucho, allenatosi in casa cantando accompagnato al piano da Chico, si dimostra il migliore. La sua voce giovane da soprano, è presto assunta.
E non disturbatelo! Lavora


Harpo sculetta e ancheggia

Nell’attesa di partire in tournée con il Trio Leroy, Groucho trova un lavoro in un negozio di parrucche. Spinto da forte goliardica, prende di nascosto parrucche femminili dal negozio e le porta in casa dove si diverte ad indossarle, facendo le smancerie allo specchio. Poi Harpo ha un’idea. Aiutato da Groucho, prende a frugare nella camera di Minnie e indossa alcuni dei suoi vestiti. Si specchia e comincia a truccarsi in modo pesante, esagerato, equivoco. Una volta pronto, col supporto di Groucho, scende per stra­da, salta sul primo filobus e corteggia l’autista. Scendono in un quartiere vicino. I due s’intrufolano in un palazzo e vanno incontro a degli uomini che giocano a carte. Sono i Baltzer, parenti dei Marx. Harpo sculetta e ancheggia, crogiolando­si nella parruccona, in una nuvola di profumo.
Passano
pochi minuti
e tre donne dall’aria inferocita, gli si parano davanti. Una di queste è Minnie, la mamma. Le intenzioni delle tre donne non promettono nulla di buono, non sembrano gradire che una donna del genere circuisca i loro uomini. Harpo all’inizio regge il gioco e, al momento opportuno, si leva la parrucca rivelando la sua identità. Un tripudio di risate. È salutato per giorni come il comico di casa. Dopo due settimane di prove, Groucho salta sul primo treno con la compagnia e parte in toumée. “Per la prima volta in vita mia non mi sentivo una nullità” rilascio al Newyorker. Dalla stazione centrale di New York partono per Gran Rapids, luogo del debutto.
Il Trio è  formato
da Groucho, il giovane Johnny Morris e Leroy. Lo spettacolo consiste in brevi scenette, perlopiù cantate, in cui Groucho e gli altri due appaiono vestiti da chierichetti, da cinesi e anche da donne. Il loro è un breve siparietto e tutto lo spettacolo non dura più di venti minuti. Per Groucho è co­munque un’esperienza senza pari. Si sente finalmente un attore. E avrebbe gua­dagnato dei soldi divertendosi. Lo spettacolo del Trio Leroy però non ha lunga vita. La piccola compagnia si esibisce ancora e quando il giovane Marx va a cercare Leroy per conoscere le prossime tap­pe, scopre che i suoi due colleghi sono spariti con la paga. Groucho, quindicen­ne senza un centesimo, si trova a chilometri di distanza da casa, in un polveroso paesino fantasma, fra catapecchie di legno e un panorama montagnoso degno di Sentieri selvaggi.
Chico Marx
            E' il momento,
       ho pescato  l'asso!
L’anno seguente Chico si sente pronto. Capisce che è il momento giusto per tro­vare se stesso. Ha diciannove anni, l’età migliore per affrontare il mondo. Parte da casa con qualche soldo e un profondo desiderio di conoscere la vita. Non in­tende scappare da New York poiché, a differenza di Harpo, si è inserito anche troppo bene nei bassifondi. Sa maneggiare il denaro e, probabilmente, non si tira indie­tro se c’è da menare le mani. Però la curiosità è forte.
Così, un giorno, decide di trovare lavoro da qualsiasi altra parte purché sia lontano, purché sia altrove. In quell'altrove agognato da Chico si affanna, con un muso più basso del solito, il povero Groucho. Dopo un deprecabile fallimento come fattorino del droghie­re, Groucho cede e si fa mandare dalla madre i soldi per il ritorno. Ciononostante Minnie non è delusa. Uno dei suoi figli ha deciso di intraprendere la non facile strada dell’arte. Il momento da lei sognato è finalmente arrivato. La prima cosa che la donna decide di fare è rimettersi in sesto. Era riuscita a tra­sformare suo fratello in una star, quindi, anche con Groucho ci sarebbe riuscita.
Minnie, mammamanager, Fratelli Marx, suoi figliuoli. Follia come la realtà
 Minnie, mammanager
Nacque la gestione del gruppo matriarcale, a mamma furono affidate tutte le speranze e il coraggio dei fratelli Marx, a Minnie o Minna che la si voglia chiamare, la mamma, che per padre aveva un mago e arpista, oltre ad aver arrancato in spettacoli di varietà tedeschi con i loro numeri folli e il pubblico non era affatto benevolo con lei che si faceva davvero il mazzo per tirar su quei 5 pargoli pronti a cambiare il mondo cinematografico, la commedia umoristica nella fattispecie.

Fine del sogno,   agli ordini della MGM
Thalber è un enfant prodige della MGM. Da giovanissimo si fa notare come talento raro e a trentasei anni, quando incontra i tre Marx, è già capo indiscusso della MGM. Secondo leggenda è grazie a Chico se i fratelli non finiscono in disgrazia. In una delle sue famigerate partite a bridge, incontra Thalberg e fra i due nasce un intimo rispetto reciproco. L’attore gli racconta, di come, la fortuna li abbia abbandonati, lasciandoli per più di un anno senza lavoro. Ben sapendo che i fratelli sono ancora in grado di offrire grandi prestazioni, il produttore l’invita nel suo studio per parlare di un nuovo progetto comune: “Venite in ufficio” si devono essere detti.
"Senta lei"
I Marx, arrivati all’appuntamento in perfetto orario, aspettarono il loro turno in anticamera. Thalberg non li riceve prima delle cinque del pomeriggio, solo per dir loro di tornare l'indomani. Il giorno seguente la scena si ripete ancora una volta i Marx aspettano. Dopo pranzo il Master della MGM li accoglie nel suo ufficio, ma Groucho non si trattiene: “Senta, signor Thalberg. Abbiamo fatto tre spettacoli a Broadway, siamo considerati dei bravi comici, abbiamo fatto film con la Paramount. Se ci chiede di venire a mezzanotte noi veniamo a mezzanotte. Ma se ci dice di venire di mattina alle undici vogliamo trovare anche lei, altrimenti l’affare non si fa”. L'autentica, spontanea capcità di capovolgere una situazione pesante in allegra battuta arcigna, grazie Groucho, grazie anche a nome di chi non vi e ti conosce, rimedieranno in altro modo. mettiamola così. E infatti le cose presero un verso giusto, ma l'autenticità del gruppo viene come divorata dal cosiddetto show-biz, forse il più cinico tra le arti ammesse.












La guerra lampo dei fratelli Marx
Il produttore li prende in simpatia perché sono gli unici che hanno il coraggio di parlargli senza giri di parole. S’incontrano per giorni, senza ritardi, e discutono del nuovo film. Thalberg ha fama di saper trasformare un prodotto grezzo lavoro in un capolavoro. Definisce “La guerra lampo dei fratelli Marx” un agglomerato di scenette divertenti, ma privo d’anima, manca la struttura, manca una storia che possa appassionare tutto il pubblico, non solo a quello maschile. Manca la storia d'amore a cui affezionarsi e un contesto credibile e democratico in cui i fratelli creino si disordine, ma diventino al contempo i beniamini del pubblico. Alla Metro Goldwyn Mayer si lavora in modo molto più professionale rispetto alla Paramount. L’MGM è la macchina del cinema anni ’30 che registra le somme più alte in proiezione e nei teatri di sua proprietà sparsi per il mondo.
La morsa       velenosa

E detta legge. Tutti i più grandi comici della storia che sono passati dalla Metro Goldwen Mayer (MGM) perdono di personalità. Il mitico Buster Keaton l’ha disintegrato, dal colosso ch’era. Stanlio e Olio, per dire altri due “pesi massimi” che facevano ridere anche il cielo, scivolano o precipitano nella morsa velenosa della Fox: “Ciao amici”, “Sim Sala Bim” e “I Toreador”, rappresentano un canto del cigno sconfortante oltre che latrante.
Lebowski evoluzione di Groucho?
Più vado avanti e più mi accorgo che spiegare l’anarchismo sbrigliato dei Fratelli Marx, non è ardua impresa, ma è impresa impossibile. Che per non dire e ripetere castronerie di uno che non è altro che uno spudorato loro grandissimo fan, ai livelli del Grande Lebowski, lascerai tutto alle parole dello stesso Groucho:
L'attuale sede della Metro Golden Mayer a Manau.
Tutto è cambiato dai tempi dei Fratelli Marx


“Se abbiamo cambiato il nostro umorismo, passando da uno stile anarchico a uno più amabile, è stato semplicemente per una questione di denaro,  considerato che schifo non ci faceva, accettammo. Nei primi film eravamo spassosissimi, rovesciavamo costumi sociali e usanze del tempo ma, film dopo film, gli incassi calavano leggermente. Il nostro ultimo film anarchico (per utilizzare la stoica descrizione che ci hanno appiccicato addosso, è stato “Duck Soup”. In conclusione, abbandono coscientemente questo mondo di lustrini e pailette, sappiamo che il nostro pubblico non ci ha mai abbandonato. Siamo stati noi ad abbandonare lui. Era diventato troppo difficile a livello fisico girare i film e abbiamo deciso di ritirarci in pascoli più verdi e confortevoli”. 
                                                                     Groucho Marx